Quando il nostro organismo si trova ad affrontare una minaccia, reale o percepita, si può instaurare una risposta automatica del tipo “combatti o fuggi”. Questa risposta è alla base della conservazione della specie e pertanto va considerata finalisticamente utile, tanto è vero che è una esperienza che tutti abbiamo vissuto. L’attivazione del sistema nervoso simpatico determina la secrezione di adrenalina che è responsabile delle manifestazioni che il soggetto può avvertire in queste condizioni di “stress”: palpitazione, arrossamento del viso, senso di freddo e parestesie alle mani ed ai piedi, polipnea, vertigine, oppressione toracica, disturbi visivi, secchezza delle fauci, dolori muscolari, diarrea ed altri. Quando questa risposta di emergenza si verifica in situazioni non appropriate, insorge l’ansia che in questi casi non potrà essere considerata una risposta idonea. Sebbene i sintomi che il paziente avverte non siano pericolosi per la vita, il ripetersi di questi oltre ad alterare significativamente la qualità della vita, possono determinare l’insorgenza di problemi organici legati, ad esempio, all’aumento della pressione arteriosa o alle alterazioni della risposta immunitaria.
Il disturbo dell’ansia comprende un numero rilevante di quadri clinici e può sfociare in vere e proprie sindromi come il disturbo d’ansia generalizzato (DAG), l’agorafobia con attacchi di panico ed il disturbo ossessivo compulsivo (DOC).
